PERLOZ (qdn) Aveva una volontà di ferro Ugo Vignal, assecondata da un fisico formidabile. Ha lavorato per tutta la vita e lo stava facendo ancora a 84 anni quando, nello scorso mese di maggio, mentre puliva la strada che sale a Ruine, il suo villaggio del cuore, è caduto da un muro e ha battuto la testa sull’asfalto. Per le conseguenze di quell’incidente si è spento all’Ospedale Beauregard nella serata di venerdì scorso, 2 ottobre, raggiungendo in cielo la sua amata figlia Lauretta.
Ugo Vignal era uno dei simboli di Perloz. Falegname di professione – ma pure muratore e losista nel tempo libero – con le sue mani d’oro e la sua fine intelligenza ha ridato splendore ad alcuni angoli del paese tra cui il bellissimo rascard di Prà e due case di famiglia a Ruine, dove anche i banchi nella cappella dell’Addolorata – di cui era molto devoto – sono stati realizzati da lui.
Nato a Perloz il 12 febbraio del 1942, era figlio di Osvaldo Vignal e di Rita Yeuillaz, più grande della sorella Clelia, del 1947. Fin da bambino imparò ad amare i boschi e i pendii di Perloz; con gli animali stavano per 8 mesi all’anno a Ruine per poi ridiscendere al capoluogo solo d’inverno. Iniziò a lavorare prestissimo, già intorno ai 15 anni, a Ivrea, a posare parquet di legno: pochi soldi e tanta fatica. Dopo il servizio militare come artigliere a Susa – dove ricordava anche di aver fatto il conducente dei muli – venne assunto come apprendista nel mobilificio Miazzo di Pont-Saint-Martin e lì apprese i segreti del mestiere di falegname. Intorno alla metà degli anni Sessanta, insieme al cognato Franco Capello, decise di mettersi in proprio: anni mitici, con un piccolissimo laboratorio ricavato in due stanzette all’interno del Castello Charles e il trasporto dei materiali – mobili, porte, finestre – su un carrello montato dietro la sua motocicletta MV Agusta 175 che si trascinavano nella Valle di Gressoney e pure fino a Donnas e Carema. Con tanto sudore arrivarono i primi soldi e la possibilità di acquistare un furgoncino Volkswagen. In seguito venne la nuova casa a Plan de Brun, che si costruì in buona parte con le sue mani, con sotto il laboratorio di falegnameria e sopra 4 alloggi per i figli.
La famiglia – che nella nuova abitazione di Plan de Brun andò ad abitare nel 1980 – è sempre stata al centro della vita di Ugo Vignal. Si era sposato nel 1967 a Perloz con Linda Genot, sua coscritta, insieme alla quale cantava nella corale di Perloz e che, dopo aver lavorato all’Ilssa Viola (fabbrica alla quale lui stesso forniva i bancali di legno), è stata un supporto importantissimo pure nella gestione della falegnameria. Hanno avuto 3 figli: Ivo nel 1969, Lauretta nel 1971 e Sabrina nel 1975.
Alto e forte, con gli immancabili baffi, come falegname era molto apprezzato e faceva di tutto: serramenti, mobili, pavimenti, scale. Ma in ogni momento libero ristrutturava le sue case di famiglia, non stava mai con le mani in mano. Una volta in pensione, soprattutto, si era poi dedicato, insieme alla figlia Lauretta, al restauro del rascard di Prà, un lavoro che gli valse i complimenti della Soprintendenza, che coordinava l’opera. La prematura scomparsa, a soli 48 anni nel 2020, di Lauretta, moglie di Roberto Calliera, fu un dolore immenso. Ma lui – con il suo carattere deciso – non era tipo da fermarsi, da lasciarsi andare. Così negli ultimi anni era tornato a quel villaggio dell’infanzia, Ruine, e lì aveva ristrutturato, dopo una prima, anche una seconda casa, a oltre 80 anni, lassù dove nemmeno la strada arrivava. Aveva fatto quasi tutto da solo, pure il tetto, ingegnandosi con un sistema di carrucole. Anche senza vederlo, risuonavano nella vallata i colpi sulle lose e sapevi che Ugo era lì, a lavorare nel villaggio che amava, e quei colpi sembravano il cuore di Perloz che batteva.
I suoi funerali sono stati celebrati martedì scorso, 6 ottobre. Lascia la moglie Linda, i figli Ivo (che dopo aver lavorato un paio di anni con lui nella falegnameria è diventato agente di polizia locale proprio a Perloz) e Sabrina (che lavora in segreteria all’istituto Isiltp di Verrès), i nipoti Alain, Arianna e Valérie Vignal e Sebastiano Calliera e il pronipote Soan Vignal.
Daniel Quey


