AOSTA (zgn) Lunedì prossimo, 12 ottobre, l’ex amministratore di Cva Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile – che martedì scorso, 6 ottobre, ha rassegnato le dimissioni da consigliere di amministrazione di Cva Eos e dalle altre società del gruppo i cui ricopriva cariche analoghe – compariranno davanti al Giudice delle indagini preliminari di Palermo. Entrambi sono coinvolti nell’inchiesta – con 9 indagati – su un presunto giro di corruzione relativo alla Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali siciliana, presieduta da Gaetano Armao. Dopo gli interrogatori preventivi, il Gip deciderà se accogliere o respingere gli arresti domiciliari chiesti dalla Procura palermitana per i 2 manager. Gli inquirenti hanno raccolto oltre 300 pagine tra documenti, foto, messaggi e audio a sostegno delle ipotesi accusatorie. L’obiettivo di Cva in Sicilia era realizzare parchi fotovoltaici e agrivoltaici per produrre 200 megawatt di energia rinnovabile. Nel fascicolo sono documentate anche diverse sollecitazioni di Cva Eos per sbloccare pratiche autorizzative già avviate ma ancora ferme. Negli atti c’è una conversazione tra Giuseppe Argirò e Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione Sicilia e figura di riferimento per le autorizzazioni ambientali. Giuseppe Argirò chiederebbe aiuto per una pratica del gruppo. Gaetano Armao risponde: «Certo, le mie cose vanno veloci». Una frase che, secondo la Procura, dimostrerebbe la disponibilità di Gaetano Armao a mettere a disposizione la propria influenza per accelerare le autorizzazioni necessarie ai progetti di Cva. Nel fascicolo sono documentate anche diverse sollecitazioni di Cva Eos per sbloccare pratiche autorizzative già avviate ma ancora ferme. Nel 2025 è Marco Malacarne Gentile – all’epoca direttore strategie e sviluppo delle altre energie rinnovabili di Cva che recentemente aveva assunto l’incarico di amministratore delegato della società, proprio in sostituzione di Giuseppe Argirò – a scrivere a 3 dipartimenti regionali, segnalando che l’iter di 4 pratiche si era bloccato. Per la Procura, sarebbe questo il meccanismo alla base di un presunto sistema corruttivo, che avrebbe coinvolto anche l’avvocato Pierluigi Matta, considerato vicino ad Gaetano Armao. Cva Eos gli avrebbe affidato una consulenza da 147mila euro, pagata con bonifici mensili da 9mila euro. Per gli inquirenti, una parte di quel denaro sarebbe stata poi consegnata ad Gaetano Armao. La Squadra Mobile avrebbe ripreso l’ex vicepresidente mentre ritirava da Pierluigi Matta una busta contenente denaro. Le immagini sarebbero state registrate successivamente a un pranzo al quale avevano partecipato anche Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile. Accuse che la difesa di Giuseppe Argirò respinge con fermezza. La sua legale, Sabrina Franzone, sostiene che la consulenza fosse regolare e che il compenso fosse stato concordato su più anni. «L’accusa è veramente incredibile. Mi trovo di fronte ad accuse di corruzione sulla base di una consulenza regolare che un’azienda come Cva ha dato a un avvocato che è anche professore universitario. – dichiara Sabrina Franzone – Vogliamo pensare che la Cva sia un’azienda di sprovveduti? E poi, 147mila euro in 3 anni non mi pare una cifra che possa far pensare alla corruzione. Quel contratto è stato fatto per mandare avanti i progetti a vantaggio della società Cva in un ambiente complesso, difficile qual è quello della Sicilia». L’avvocato Sabrina Franzone aggiunge: «Pensare che Argirò si interfacci con Armao sapendo che i soldi della consulenza con Matta vadano a lui il salto logico è tanto. Argirò è persona molto prudente, attenta. Mi pare una follia pensare a una condotta simile per una persona che non dà confidenza neppure in occasione di un aperitivo. Quale legame poteva mai esserci tra Argirò e costoro? Doveva amarla ben tanto Cva per fare ciò che l’accusa suppone abbia fatto. Argirò, in qualità di amministratore delegato della Cva, era stato contattato per l’idroelettrico, in quanto la Cva era presa a modello. Il 2024 è stato l’anno horribilis della siccità per la Sicilia e l’interlocuzione è nata come modello da esportare».
Inchiesta Cva, i due manager indagati davanti al Gip di Palermo lunedì 12
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