Cronaca

Inchiesta Cva, i due manager indagati respingono le accuse davanti al Gip

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AOSTA (zgn) Entro mercoledì prossimo, 21 ottobre, la giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Palermo Giuseppa Zampino deciderà se accogliere o respingere la richiesta di arresti domiciliari della Procura per l’ex amministratore delegato di Cva Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile – che martedì 6 ottobre, ha rassegnato le dimissioni da consigliere di amministrazione di Cva Eos e dalle altre società del gruppo in cui ricopriva cariche analoghe – coinvolti in un’inchiesta per un presunto giro di corruzione. La maxi inchiesta condotta dagli uomini della Squadra Mobile palermitana vede tra gli indagati (in tutto 9), oltre a Giuseppe Argirò e a Marco Malacarne Gentile, anche il già vice presidente della Regione Sicilia Gaetano Armao, per cui è stata chiesta la custodia in carcere, e l’avvocato Pierluigi Matta. Secondo l’impianto accusatorio, Cva avrebbe stretto contratti di un anno, rinnovabili, a 9mila euro al mese, con l’esperto legale amministrativo Pierluigi Matta per delle consulenze che il Pubblico ministero ritiene fittizie. Il conto totale sarebbe di 147mila euro. Somma che Pierluigi Matta avrebbe poi consegnato all’amico e collega Gaetano Armao, presidente della Commissione sulle autorizzazioni ambientali siciliana, in cambio di “spinte” alle pratiche della Cva. I 2 manager della Compagnia valdostana delle acque sono stati interrogati lunedì scorso, 12 ottobre. Giuseppe Argirò – riferisce l’avvocato Sabrina Franzone che lo difende – ha risposto a tutte le domande, prodotto una memoria difensiva e consegnato decine di documenti che attesterebbero la correttezza dell’operato suo e della società. «Non c’è un elemento di prova a sostegno dell’impianto accusatorio. Al contrario, noi abbiamo prodotto numerosi documenti. – sostiene l’avvocato Sabrina Franzone – Le consulenze ci sono state, eccome. Abbiamo anche tutti i pagamenti regolari, effettuati con bonifici. Oltretutto, ad oggi, neanche una delle pratiche di Cva arenata è stata mossa. Giuseppe Argirò ha individuato Pierluigi Matta e ha dato mandato per la stipula del contratto di consulenza al direttore generale. E basta. Sul contratto non c’è neanche la sua firma e, in seguito, Pierluigi Matta ha avuto contatti esclusivamente con i referenti dei singoli progetti, di certo non con Giuseppe Argirò». Pure Marco Malacarne Gentile ha respinto fermamente tutte le accuse: il suo avvocato Jacques Fosson ha ribadito che il suo assistito ha sostenuto un dialogo costruttivo con la giudice, chiarendo la propria posizione e spiegando che si è trattato del semplice rinnovo di una consulenza professionale conferita al professor Pierluigi Matta.