Cronaca

Valanga della Tsanteleina, l’istruttore Matteo Giglio respinge le accuse in aula

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AOSTA (zgn) Martedì scorso, 27 ottobre, nel Tribunale di Aosta, Matteo Giglio, 53 anni, guida alpina, ha scelto di parlare davanti al giudice. È difeso dagli avvocati Federico Parini e Barbara Giors ed è accusato di omicidio colposo plurimo. Al centro del procedimento c’è la valanga del 13 aprile 2023 al colle della Tsanteleina, alta Val di Rhêmes. Quel giorno persero la vita 3 partecipanti al corso aspiranti guide: Lorenzo Holzknecht, 38 anni, atleta valtellinese dello scialpinismo, Sandro Dublanc, 43 anni, maestro di sci originario di Champorcher, ed Elia Meta, 36 anni, in servizio nel Soccorso alpino della Guardia di finanza a Entrèves. Matteo Giglio, l’unico a salvarsi, ha riferito al giudice Marco Tornatore che rispettando l’itinerario da lui tracciato in discesa il distacco non avrebbe coinvolto il gruppo. Matteo Giglio ha rifeirto che conosceva i 3 allievi che hanno perso la vita e che aveva seguito nella formazione, la loro scomparsa lo ha colpito profondamente. Ma l’istruttore sostiene di avere agito con diligenza e contesta ogni addebito. Mostrando in aula uno scatto dell’area, ha illustrato un versante con un accumulo eolico in alto e, più in basso, rocce affioranti senza neve. Una lettura opposta a quella della Procura, per la quale quel canalone andava affrontato con maggiore cautela viste le condizioni. Il dibattimento verte su 2 nodi: la scelta del percorso in discesa e il mancato impiego degli zaini con sistema airbag. Secondo Matteo Giglio il lastrone si sarebbe staccato al passaggio di Dublanc sull’accumulo ventato, ma si tratta di una ipotesi difensiva, perché l’incidente probatorio non è riuscito a chiarire in modo definitivo cosa abbia innescato la valanga. Prossime udienze: martedì 10 novembre è fissata la requisitoria del Pubblico ministero e martedì 1° dicembre prenderà la parola la difesa. Il giudice punta a pronunciare la sentenza entro metà dicembre.