Da poco più di un mese sono chiuse le scuole a causa dell’epidemia di Coronavirus e da qualche settimana è stata avviata la didattica a distanza, con tutte le opportunità che essa ha presentato e con le relative difficoltà e necessità di adeguamento e di sperimentazione che sono progressivamente emerse. Ne sono stati coinvolti nei loro rispettivi ruoli docenti e studenti degli istituti di ogni ordine e grado, tra i quali anche bambini e ragazzi con disturbi dell’apprendimento (Dsa). Gli insegnanti di questi ultimi hanno riscontrato problematiche prima assolutamente non prevedibili, anche per il lungo periodo che si sta prospettando prima del ritorno nelle aule o nelle altre sedi di studio.
In Valle d’Aosta da qualche anno un esperto del settore, il dottor Andrea Mangone, consulente per le difficoltà nello studio e i disturbi dell’apprendimento e tutor Dsa, sta dando il suo contributo per aiutare i giovani con queste difficoltà scolastiche.
«Colgo questa occasione per presentare la prospettiva di chi sta operando con questi ultimi affrontando la questione della didattica a distanza anche dal loro punto di vista. – esordisce il dottor Andrea Mangone – Infatti, proprio perché costretto, come tanti altri, a lavorare a distanza, tramite ad esempio Skype, mi ritrovo quotidianamente ad ascoltare e a riscontrare le problematiche e le perplessità di questi studenti. Ho letto durante queste prime settimane di chiusura delle scuole davvero tanti articoli e tanti post sui “social”, ho ascoltato diversi commenti, a partire da quelli della ministra Lucia Azzolina, fino ad arrivare a quelli dei dirigenti scolastici e di tanti docenti: tutti a parlare e a preoccuparsi di come far funzionare al meglio questo sistema, di come fare di tutto affinché i loro studenti potessero continuare a lavorare e ad impegnarsi come prima. Però ho letto pochissimo, se non addirittura nulla, su didattica a distanza e disabilità in generale. Così, senza alcuna pretesa di essere una voce autorevole, vorrei riportare alcuni pensieri, con l’auspicio – questo sì – che qualche lettore aggiunga la sua voce alla mia e che qualche insegnante possa trarne spunto».
non sono esperti informatici”
«Riguardo all’uso delle piattaforme online, ho letto, e condivido in pieno, che gli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento non sono automaticamente degli esperti informatici. – prosegue Andrea Mangone – È vero, i ragazzi certificati usano il computer e software compensativi per sopperire alle proprie difficoltà e studiare efficacemente. Ma non tutti li usano e, comunque ricordiamocelo, non sono degli esperti di computer. Non dimentichiamo mai che la stragrande maggioranza dei ragazzi con disturbi dell’apprendimento fa molta fatica ad apprendere le procedure. Così come per loro è molto complesso – talvolta, anzi, praticamente impossibile – ricordare procedure e funzioni nell’uso di un software compensativo (o di un software tout court), allo stesso modo è stato ed è ogni giorno molto faticoso apprendere, memorizzare e mettere in pratica le numerose sequenze da seguire nella didattica online. E così molti di questi studenti spesso “si perdono” nella consegna dei compiti, nell’entrare nelle video lezioni o nel non trovare le richieste degli insegnanti».
l’attenzione in casa”
«Un’altra difficoltà quasi sempre presente nei ragazzi con Dsa è mantenere l’attenzione per un lungo periodo di tempo. – dice ancora il dottor Andrea Mangone – Dobbiamo tenere presente che la mente di questi alunni si affatica molto più rapidamente di quella dei compagni, dal momento che il loro impiego di risorse è notevolmente superiore. A questo proposito mi collego ad un problema parallelo: quello di trovarsi a casa propria. Un ragazzo con Dsa ottiene enormi vantaggi dall’ambiente scuola per il solo fatto di starci dentro, grazie soprattutto alla presenza degli insegnanti e all’aiuto dei compagni. A casa tutto questo manca, inesorabilmente. Ai problemi di attenzione che il ragazzo ha di suo, quindi, si aggiungono l’impossibilità di ricevere l’aiuto offerto dal contesto scolastico e l’indubbia distraibilità causata dall’ambiente domestico».
per imparare le novità”
«Altre difficoltà riscontate in questa fase – che è di sperimentazione davvero per tutti – sono i tempi ristretti spesso richiesti quando è risaputo che bambini e ragazzi con Dsa hanno bisogno di più tempo per portare a termine praticamente qualunque tipo di compito. – pone in rilievo Andrea Mangone – Agli insegnanti che leggono mi sento di consigliare di prestare attenzione a questa necessità di tempi più “dilatati”; e invito i genitori a parlare con i docenti, a chiedere via mail tempi lunghi. Anche molta attenzione andrà prestata al materiale che viene loro inviato, ricordando che i ragazzi con Dsa devono poterlo usare con gli strumenti abituali, e che i Pc che dovranno usare siano adeguati anche come programmi».
per le verifiche”
«Per quanto riguarda infine le verifiche e la loro valutazione, – conclude il dottor Andrea Mangone – è davvero molto importante che gli insegnanti prevedano questionari diversi per questi studenti, così come a scuola predispongono verifiche diverse. Detto questo, non si dimentichi l’opportunità – che in molti casi diventa quasi l’unica via percorribile per una valutazione veramente valida – di interrogare i ragazzi singolarmente, in videochiamata: solo in questo modo il docente può ristabilire, anche a distanza, quella relazione “uno a uno” così importante per uno studente con Dsa. In sostanza, quindi, anche in questo periodo non può e non deve mancare una vera didattica individualizzata per gli studenti con disturbi dell’apprendimento. Se applicata correttamente – e accade in molti dei casi di cui ho conoscenza, grazie ad insegnanti attenti e preparati -, i ragazzi lavorano bene, continuano ad apprendere e ottengono ottimi risultati».
Per altre informazioni su questa tematica e per eventuali consulenze e videolezioni si può contattare il dottor Andrea Mangone al 339 4283992 o scrivergli all’indirizzo: dottmangone@andreamangone.it.

