Dal giornale

La nostra Storia, viviamola nel realizzarla da protagonisti

3 minuti di lettura

Sicuramente ognuno di noi una piccola riflessione l’avrà già fatta prima: non esiste un racconto, una fiaba, un mito o un film dove la trama sia che tutto va bene, dove tutti appaiano felici e contenti, mentre sorridono a tutti (anche senza motivi apparenti, sorridono sempre) e corrono a piedi nudi sull’erba verdissima, oppure pranzano tutti insieme, tre generazioni riunite alla stessa tavola all’aperto, primavera dopo primavera (le altre stagioni non sono previste, potrebbero fare pensare). La pubblicità (non a caso come luogo comune spesso viene definita ingannevole) della Vita non è una Storia, non è la Storia di nessuno, e da qualche tempo non è nemmeno più così convincente. Dopo nemmeno un minuto passato ad ascoltarla la nostra attenzione sarebbe già volata via altrove, verso qualcosa di veramente interessante. Cioè dove? Lo sappiamo bene in quale direzione, anche se a volte ci verrebbe faticoso o pauroso ammetterlo. Verso la sfida che ci mette in discussione, l’imprevisto che ci stimola alla soluzione, l’emergenza che ci spinge a lottare per la sopravvivenza, quantunque impreparati.

Bene, anzi male, anzi ancora bene e male allo stesso tempo: in quanto ad emergenza ci siamo, resta ancora da stabilire nella stessa che cosa ci stia facendo e ci farà maggiormente paura. Nel frattempo tra le tante occasioni di scoperta di noi stessi, del nostro mondo interiore e di quello esterno osservati forse per la prima volta con uno sguardo nuovo, la possibilità di crearci la Storia che ci riguardi, quella della nostra vita, dall’unico momento reale che è il Presente, non mai è stata così accessibile, proprio perché come un castello di carte sono crollate tante finte certezze che ci avevano instillato in appena qualche settimana.

Facciamoci caso: ogni volta che, saltuariamente dobbiamo uscire di casa per fare la spesa, oppure per altri impegni inderogabili, non ci sembra forse di muoverci nella location di un film apocalittico? Tutti, beh quasi tutti, giustamente con le mascherine, attenti ad evitarci gli uni con gli altri, in fila da qualsiasi parte ad aspettare il nostro turno con una saggezza zen che non conoscevamo.

Proprio questo rallentamento del nostro tempo può acuire la consapevolezza. Spingerci oltre. Immaginare e poi giorno dopo giorno concretizzare la nostra Storia questa volta da protagonisti. Lo possiamo fare per noi, per le bambine e i bambini che hanno ancora fiducia che noi “grandi” sapremo trovare delle soluzioni. Nel nostro prossimo appuntamento affronteremo concretamente il tema dell’emergenza alimentare. Qualcuno di voi starà forse adesso pensando che stiamo facendo dell’inutile allarmismo? Ci sarebbe piaciuto esserci sbagliati, ma ci siamo limitati a riportare la recente dichiarazione del nostro Ministro delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova: «L’emergenza alimentare è un tema serissimo, per questo dico che alla drammaticità del tema deve corrispondere la serietà delle misure».