Economia

CGIL, FINITA L’ERA VILMA GAILLARD, SI È INSEDIATO IL NUOVO VERTICE DEL SINDACATO

Igor De Belli: «Si continua ad investire molto nel turismo, dando ancora troppo poco agli altri livelli produttivi»

Ingrandisci la foto: Al centro Igor De Belli nuovo segretario generale della Cgil Valle d’Aosta con Cristina Marchiaro e Fabrizio Graziola componenti della segreteria regionale
Al centro Igor De Belli nuovo segretario generale della Cgil Valle d’Aosta con Cristina Marchiaro e Fabrizio Graziola componenti della segreteria regionale
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AOSTA (mye) La Valle d’Aosta comincia a sentire gli effletti della decrescita. Lo dice il Defr, Documento di economia e finanza regionale, in discussione in queste settimane (passerà di nuovo in II commissione consiliare lunedì 19 ottobre) e la situazione preoccupa anche la nuova segreteria Cgil, che traccia così il percorso ed i prossimi obiettivi. L’organo direttivo del sindacato regionale è stato eletto dall’assemblea venerdì 9 ottobre. A raccogliere il testimone di Vilma Gaillard, dopo 8 anni, è Igor De Belli, già segretario generale della Funzione Pubblica Cgil Valle d’Aosta, affiancato da Fabrizio Graziola, già segretario Fiom Cgil Valle d’Aosta, e da Cristina Marchiaro, segretaria Filt Cgil VdA.

Siamo in decrescita

“Nel 2024 l’economia valdostana aveva uno slancio positivo. – commenta Igor De Belli – Dal 2025 si registrano dati nei livelli produttivi inferiori ad altre regioni, in particolare non regge il confronto con le e regioni del Nord e le Province di Trento e Bolzano. Il carovita si comincia a sentire, c’è crisi nell’automotive, le imprese sono in difficoltà, tanto che la Chambre registra un calo di 300 iscrizioni”. L’economia sofferente non è l’unico cruccio del nuovo segretario Cgil VdA. “A inizio legislatura doveva essere riveduto lo Statuto di autonomia per adattarlo ai temi di attualità – continua – a nostro parere vorrebbe dire che la Regione attivi tutte le sue prerogative. Diamo atto alla politica valdostana post pandemia di aver fatto importanti sforzi, portando il bilancio a 1,7 miliardi, sono risorse importanti per comunità molto piccola. Però si continua ad investire molto nel turismo, dando ancora troppo poco agli altri livelli produttivi e nella revisione dello Statuto le parti sociali non sono consultate per i documenti, mentre sul bilancio non abbiamo forza. Lo rivendicheremo ovunque”.

Preoccupati per industria e artigianato

I grandi proprietari stranieri invece di riscontri positivi creano nuovi disagi. “Ormai la Cogne Acciai Speciali appartiene a Taiwan (ndr. la Walsin Lihwa Corporation possiede il 70% delle quote) che ha mentalità e cultura diverse, non sempre attenta alle esigenze di un territorio piccolo e complicato come la Valle d’Aosta – rincara Fabrizio Graziola – e sta affrontando un momento delicato anche per l’organizzazione interna. Abbiamo già avuto due incontri, ma del piano industriale che dovevano illustrare non abbiamo visto molto, solo problematiche internazionali. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy riconvocherà azienda e parti sociali entro la fine dell’anno. Abbiamo iniziato la contrattazione per il contratto integrativo ma siamo preoccupati per il futuro dell’azienda, che oggi conta 1.300 persone più altre 300 di ditte terze ed esterne”. La preoccupazione va anche alla Tecnomec in Bassa Valle. Lavora essenzialmente per Iveco che è stata venduta a Tata e presenta già problemi negli organici di Bergamo e Brescia. “Iveco paga in ritardo e con margini molto risicati. – continua Fabrizio Graziola – A breve con Paolo D’Auria della Fiom avremo un incontro per capire se ci saranno cassa integrazione e licenziamenti”. Soffre anche Grivel, che deve fare i conti con un mercato dello sci in crisi, a causa della competizione, del cambiamento del clima e dei costi.

La crisi tocca pure manutentori, meccanici ed elettricisti, che in Valle d’Aosta si trovano sempre meno, e gli artigiani. “Lavoratori autonomi, i padroncini, a volte si rivolgono a noi così come i dipendenti. – aggiunge Fabrizio Graziola – È difficile intervenire in officine che hanno fino a 6 dipendenti e avviare un discorso per aumentare salari e diritti. Potremmo provare, in accordo con Confindustria, ad individuare un contratto integrativo che dia sollievo al mondo dell’artigianato, dato che non si può entrare azienda per azienda. Consideriamo anche un precariato che tocca il 90 per cento, tra contratti a tempo indeterminato o somministrati da agenzie, sia nel pubblico che nel privato”. E poi c’è Cva e i suoi 1000 dipendenti, di cui sta già discutendo sulla scadenza, nel 2029, della concessione delle acque. “Ce ne stiamo occupando anche a livello nazionale. – conclude – La data è sempre più vicina e non mi sembra che la politica abbia definito la questione”.

Treni e problemi

Da aprile-maggio è attivo il nuovo sportello disabilità, un servizio pionieristico che conta già 80 richieste, gestite con il patronato Inca. “Abbiamo già risolto 2 casi, riuscendo ad inserire disabili in una azienda alimentare a Verrès – riferisce Cristina Marchiaro – Ascoltiamo problemi personali e lavorativi e abbiamo garantito l’inclusione sociale. Resta l’incognita sui trasporti, perché tanti posti non sono raggiungibili da tutti, siamo una regione dal territorio non facile, il grosso problema è la ferrovia”. L’elettrificazione della linea sarà (solo) fino a Pont-Saint-Martin, contro le previsioni ottimistiche di RFI, che davano la riapertura per l’anno in corso. È stata, intanto, firmata una convenzione tra la Regione e la Lombardia, un protocollo d’intesa quinquennale per l’attivazione di collegamenti ferroviari diretti tra Aosta e Milano . “Resta un grande rammarico per la linea fino a Pré-Saint-Didier, chiusa dal 2015, – aggiunge Cristina Marchiaro – un peccato non riattivarla perché con il protocollo intercity da Milano ad Aosta pendolari e turisti potrebbero allungre la tratta fino al Monte Bianco. Ci avviamo ad un comitato per la Torino-Chivasso-Pré-Saint-Didier senza rottura di carico ad Aosta. Sarebbe bello un legame anche con Genova, sia per chi ha qui la seconda casa sia per il turismo dalla Valle va verso il mare della vicina Liguria. Intanto abbiamo vinto il primato della regione europea con più auto per abitante”.

Elena Meynet