Fuori Valle

Si moltiplicano gli appelli per rendere di nuovo agibile la struttura

“Si operi per la riapertura del Rifugio Mombarone”

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Il Rifugio Mombarone, chiuso da settembre 2025
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ANDRATE (ttm) Continua a fare discutere la chiusura del Rifugio Mombarone, frequentato da escursionisti, visitatori, ospiti amanti del trekking e della natura (ma anche da squadre di soccorso alpino), sulla cima che domina Canavese, Biellese e Valle d’Aosta. La struttura è inagibile in attesa di costosi lavori di adeguamento, messa in sicurezza e modernizzazione delle strutture secondo i canoni vigenti. A farne le spese, ovviamente, è la folta compagine di turisti e sportivi che erano soliti farvi tappa per un meritato ristoro, dopo una salita in vetta. Recentemente, la nota stonata della sua chiusura e il mancato appuntamento con la tradizionale sosta contemplativa e ristorativa al rifugio ha colpito e rattristato i partecipanti della corsa Ivrea-Mombarone, fedelissimi avventori della struttura. «Era un caratteristico punto di riferimento per tutti. – rimarca l’organizzatore della corsa Antonio Zoppo, presidente dell’associazione Amici del Mombarone – Non vogliamo che il rifugio resti chiuso per ancora molto tempo, piuttosto siamo concordi nel tenere alta l’attenzione, sollecitare le realtà istituzionali coinvolte perché si faccia almeno il possibile per aperture temporanee, prima del suo totale ripristino». Pier Luigi Derivi, membro del direttivo degli Amici del Mombarone, si è anche prestato a dare voce al Rifugio Mombarone, scrivendo una lettera aperta scritta in prima persona proprio dal rifugio che inizia così: «Non ti scordar di me! Sono il Rifugio Mombarone, chiuso dal settembre 2025». Con toni accorati il testo si appella all’Unione montana Mombarone, al Comune di Ivrea e al Comune di Graglia (da cui dipende) affinché si possa al più presto conoscere una data di riapertura, a fronte delle migliaia di turisti saliti sulla Conca recentemente e privati di una visita nei suoi accoglienti locali. «Chiedo con forza e cortesia che la politica e gli enti preposti trovino una soluzione per la mia riapertura e che si definisca una data entro la quale io possa nuovamente essere messo a disposizione della collettività e svolgere quindi il ruolo per il quale sono stato costruito. Io e la mia amica Colma rappresentiamo un’importante meta di rilevanza turistica per appassionati di trekking, runner singoli o gruppi che organizzano salite in settimana con cena e ritorno in notturna, nonché punto di riferimento del Soccorso Alpino sul versante eporediese e biellese». Si attende ora che qualcuno risponda all’accorato appello.