SAINT-VINCENT (mes) Era arrivato in Valle d’Aosta con una valigia da rappresentante di liquori e generi alimentari e, nel tempo, ha costruito una lunga storia imprenditoriale e personale a Saint-Vincent. Giovanni Zani – conosciuto da tutti come Gianni – è mancato improvvisamente a 81 anni domenica scorsa, 4 ottobre. Originario della provincia bresciana, non aveva mai dimenticato le proprie radici, ma aveva scelto Saint-Vincent come luogo in cui vivere, tanto da ripetere spesso che non esisteva paese più bello. Era un personaggio schietto, uno spirito libero che diceva sempre ciò che pensava.
Uomo di commercio e di idee, Gianni Zani, aveva attraversato gli anni d’oro dell’economia italiana occupandosi di stock tessili e macchinari. Aveva rilevato e rilanciato la distilleria La Valdôtaine, con l’invenzione del “Génépy nel sabot”, poi gestito il Bar Rouge e Noir in centro a Saint-Vincent (una delle prime attività portate avanti con la moglie Carla Adriana Vacquin alla fine degli anni Sessanta) e successivamente investito nel settore alberghiero. Nel suo hotel di Saint-Vincent, il Paradise Hotel & Wellness, aperto nel 1995, aveva intuito, già 30 anni fa, l’importanza di un moderno centro benessere come elemento capace di valorizzare l’attività.
Credeva nel lavoro, nell’iniziativa e nella possibilità di fare squadra attraverso associazioni e consorzi. Accanto all’imprenditore c’era l’uomo, profondamente legato alla famiglia. Orfano di entrambi i genitori fin da bambino, Gianni era stato cresciuto dalla zia, mantenendo per tutta la vita un forte legame con quella famiglia d’origine. Per oltre 60 anni ha condiviso la vita con la moglie Adriana, 83enne, sposata nel dicembre del 1965. Il figlio Corrado è stato candidato sindaco ed è attualmente consigliere di minoranza a Saint-Vincent.
Durante i funerali svoltisi martedì scorso, 6 ottobre, nella chiesa di Saint-Vincent, i suoi cari l’hanno ricordato con una lettura che ha tratteggiato una figura sempre presente, che considerava la famiglia e il lavoro i valori più importanti. Un nonno affettuoso, legatissimo ai suoi tre nipoti, Luca, Marco e Andrea, con i quali amava ridere, scherzare e condividere il proprio modo di vedere la vita. Negli ultimi anni Gianni Zani aveva riscoperto la semplicità delle giornate al bar con gli amici, a giocare a carte, a guardare la Nazionale e il suo Milan. Poco incline alla tecnologia e ai social, preferiva parlare di persona, stare insieme, sedersi attorno a un tavolo, per lunghe conversazioni, nonché pranzi o cene in compagnia. Molte le testimonianze di affetto e stima che sono arrivate ai familiari in questi giorni.
Alessandra Merlo

