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DON ISIDORO MERCURI GIOVINAZZO HA RIPRESO LE FILA DELL’ASSOCIAZIONE CON L’APPOGGIO DI MONSIGNOR FRANCO LOVIGNANA

Associazione Medici Cattolici Italiani, rinasce la sezione valdostana

Ingrandisci la foto: Da sinistra i medici Antonio Falcone e Franco Balzaretti dell’AMCI e Aldo Bova presidente nazionale del Forum delle Associazioni Sociosanitarie, il vescovo di Aosta monsignor Franco Lovignana, il relatore dottor Andrea Giurdanella, don Isidoro Mercuri Giovinazzo direttore dell’Ufficio Pastorale della Salute della Diocesi di Aosta, il dottor Giancarlo Basaglia del consiglio di Presidenza nazionale AMCI, Giovanni Donati neo Presidente della sezione AMCI Valle d'Aosta
Da sinistra i medici Antonio Falcone e Franco Balzaretti dell’AMCI e Aldo Bova presidente nazionale del Forum delle Associazioni Sociosanitarie, il vescovo di Aosta monsignor Franco Lovignana, il relatore dottor Andrea Giurdanella, don Isidoro Mercuri Giovinazzo direttore dell’Ufficio Pastorale della Salute della Diocesi di Aosta, il dottor Giancarlo Basaglia del consiglio di Presidenza nazionale AMCI, Giovanni Donati neo Presidente della sezione AMCI Valle d'Aosta
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AOSTA (mye) Ha suscitato interesse, e adesioni alla rinata Amci-Associazione Medici Cattolici Italiani, la conferenza “L’isola dentro”, che prende il titolo dal libro del dottor Andrea Giurdanella. Ad invitarlo – nella serata di venerdì scorso, 2 ottobre – nel salone del Seminario Maggiore Vescovile di Aosta, è stato l’Ufficio Pastorale della Salute della Diocesi di Aosta, guidato da don Isidoro Mercuri Giovinazzo.

La novità è l’Associazione Medici Cattolici Italiani nella sua sezione valdostana. Esisteva già, fino al 2000, quando ne era assistente don Luigi Ronco, che ci ha lasciati nel 2008.

“Allora l’associazione si riuniva in Vescovado, ospite di monsignor Giuseppe Anfossi. – racconta il dottor Giovanni Donati, ora presidente della sezione – Era un mini gruppo, animato da don Gigi. Ora don Isidoro ha voluto riprendere le fila dell’associazione, anche con l’appoggio del vescovo monsignor Franco Lovignana. È lui l’anima dell’iniziativa, così come a suo tempo lo era stato don Gigi”. “L’esperienza della neoformazione del gruppo Amci nasce con la fondazione del Forum sociosanitario della Valle d’Aosta che abbiamo realizzato nel 2021 – spiega don Isidoro Mercuri Giovinazzo – dove abbiamo unito tutte le associazioni di promozione della salute e di tutela della vita. Però il gruppo dei medici era ristrettissimo e allora abbiamo voluto realizzare un gruppo di medici cattolici per la Valle d’Aosta, l’Amci. Negli anni, ho coltivato molte relazioni con medici fintanto che abbiamo trovato un gruppo folto”.

L’ospite Andrea Giurdanella ha raccontato alla platea, una sessantina di persone, di come dopo un incidente in bici si è trovato dall’altra parte, non più medico ma paziente. La sua esperienza professionale di chirurgo plastico l’aveva portato a toccare anche la Valle d’Aosta e la Sardegna, l’intensa curiosità gli aveva fatto studiare medicina legale, conseguendo un master, e poi la laurea in psicologia, diventando psicoterapeuta. Nei mesi di convalescenza si era ripromesso di scrivere un libro, appunto “L’isola dentro”, che si può acquistare su Amazon.

“La serata era aperta a tutti e così saranno anche i prossimi eventi. – spiega Giovanni Donati – La nostra idea è di proporre incontri anche aperti alla popolazione e ad altre professionalità, per avere un confronto al di là dell’aspetto clinico. L’Amci è un’associazione nazionale che ha una sua identità precisa, coinvolge solo medici e fa parte del Forum delle Associazioni Socio-Sanitarie, dove confluiscono altre anime cattoliche, esponenti del volontariato come l’Oftal, Aipas (Associazione Italiana di Pastorale Sanitaria), infermieri cattolici. L’anno scorso ero in Valle d’Aosta l’unico membro Amci, per avviare il contatto. Don Isidoro, che è direttore della Pastorale della salute, mi ha chiesto di presiedere il Forum e poi i partecipanti mi hanno eletto presidente”.

La riflessione sulla fragilità, il supporto al paziente, al di là dell’approccio soltanto clinico, hanno messo in luce una realtà finora silente.

“Una ventina di associati non sono pochi – continua Giovanni Donati – rispondiamo probabilmente ad un’esigenza sommersa. Penso ce ne sia bisogno. È vero che siamo l’ennesima associazione, ma è una voce comunitaria che mancava. Emerge il volersi identificare in un progetto comune, un’idea identitaria e male non fa”.

Il target d’età è per ora alto, molti sono over 50 e manca ancora la fascia giovane, ma riflette anche la situazione che si trova tra i fedeli in una chiesa.

“La prima adesione dell’Amci sarà alla Messa che ci sarà per Natale in ospedale, organizzata dalla Pastorale della salute e presieduta dal vescovo. – conclude il neo Presidente – Poi avremo la giornata del malato a febbraio e probabilmente entro fine giugno un’altra conferenza sulla fragilità della condizione umana. Io sono un grande utilizzatore di robotica e AI, ma mi rendo conto che solo con questo non andrei da nessuna parte. Se invece dai un senso e priorità assoluta alla relazione tra medico e paziente, e invece dell’intervento tecnicamente ideale fai quello che è giusto, ottieni un cambio di visione, di ottica, che nei giovani manca un po’. Guardando solo l’aspetto tecnico, quel che si dice la bravura del medico, un medico rischia di trovarsi al letto di un malato senza gli strumenti per interpretare la sua sofferenza e, quando non c’è una risposta tecnica, di proporre l’eutanasia. Occorre invece che la sofferenza sia presa in carico, ma siamo in una situazione di carenza assistenziale, di non sostegno alla famiglia. Eppure se il medico non conta sulla relazione lascia incompleto il suo lavoro”.

Elena Meynet