AOSTA (fci) È andato meglio delle più scure previsioni della vigilia l’incontro che nella mattinata di ieri, venerdì 4 aprile, ha messo di fronte i rappresentanti sindacali di Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil e Savt industrie e i vertici della Cogne Acciai Speciali. I dipendenti a tempo determinato della linea dei forgiati della Cogne Acciai Speciali a cui non verrà rinnovato il contratto sono scesi da 10 a 7. Mentre 3 sono stati ricollocati. E nelle prossime settimane, se la situazione dovesse in qualche modo migliorare, potrebbero anche tornare a lavorare. È uno degli esiti dell’incontro fra i rappresentanti della Cogne e i delegati delle sigle sindacali regionali dei metalmeccanici, ieri mattina nella sede del gruppo, per valutare le ricadute occupazionali della situazione che l’acciaieria sta affrontando, esasperata dai dazi sull’acciaio, sulle auto e sulla componentistica introdotti dagli Stati Uniti di Donald Trump.
I contratti a termine in tutta l’azienda (1.234 dipendenti, dal dicembre 2022 fa parte del gruppo taiwanese Walsin Lihwa) restano 102 e il prossimo mese, fra quelli in scadenza, l’incognita sul rinnovo riguarda 6 lavoratori. La situazione è comunque in continua evoluzione. E dalla metà di aprile, ogni 2 settimane, azienda e sindacati si incontreranno per fare il punto sulla situazione del personale e sullo stato della produzione.
Buone notizie anche sul fronte della cassa integrazione guadagni ordinaria che l’azienda ha attivato per 500 persone per 13 settimane. In tutto il mese di aprile i giorni di cassa in alcuni dei reparti coinvolti saranno solamente 5. Il termine della cassa scade il 25 maggio. Il contratto dei metalmeccanici, intanto, è anche oggetto di una trattativa a livello nazionale, con 3 scioperi da inizio anno. Prima il Covid, poi i rincari energetici subentrati con l’invasione russa in Ucraina, il conflitto arabo-israeliano e, adesso, anche i dazi imposti da Donald Trump su acciaio e alluminio, con ricadute sulla più grande industria valdostana, che ha confermato il fermo di 2 reparti – acciaieria e colata – da lunedì 24 a venerdì 28 marzo scorsi.
Mercoledì scorso, 2 aprile, nel giardino delle rose della Casa Bianca Donald Trump ha precisato le percentuali tanto attese sui dazi reciproci alle importazioni. È già in vigore il 25 per cento di quelli sulle automobili da tutto il mondo. Se per questi ultimi è ancora incerta la ricaduta sul tessuto economico dell’Europa, l’industria siderurgica valdostana già risente delle tariffe aumentate del 25 per cento su acciaio e alluminio dallo scorso 12 marzo.
L’impatto dei dazi non riguarda solo la Cogne. Sempre ieri i sindacati hanno incontrato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Luigi Bertschy, per parlare delle difficoltà delle altre aziende valdostane. E hanno già chiesto un incontro urgente con il presidente della Regione, Renzo Testolin. Dall’incontro di ieri è emersa la volontà di avviare un osservatorio sulle nuove barriere commerciali, un tavolo per monitorare l’impatto dei dazi sulle imprese industriali valdostane e per reagire a eventuali perdite di posti di lavoro.


