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DOPO L’INCENDIO DEL 2025 «La cosa più importante è che siamo riusciti a evitare i licenziamenti»

La Gps Standard riparte dalla nuova sede di Issogne

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ISSOGNE (mye) Le fiamme. Il silenzio. La ripartenza. A 18 mesi dall’incendio del 2025, la GPS Standard ricomincia da Issogne, inaugurando – venerdì scorso, 23 ottobre – una nuova sede. “Il 13 marzo 2025 l’incendio ha distrutto il magazzino e una parte dell’area produttiva della nostra sede di Arnad. – spiega Pietro Capula, fondatore e presidente di GPS Standard – È stato un colpo durissimo, non soltanto per il valore dei materiali e dei prodotti persi, ma anche perché ha interrotto una parte fondamentale della nostra organizzazione. Abbiamo perso molti prodotti finiti, semilavorati e componenti, e abbiamo dovuto ricostruire progressivamente le scorte”.

La produzione è stata temporaneamente spostata in altri locali, cercando di garantire comunque la continuità delle forniture e degli impegni con clienti e partner.

“È stato un lavoro complesso – dice Pietro Capula – perché non potevamo ricostituire immediatamente tutto il magazzino: abbiamo dovuto dare priorità ai componenti indispensabili e ai prodotti con maggiore rotazione, gestendo con attenzione anche le aspettative sui tempi di consegna. La cosa più importante è che siamo riusciti a evitare i licenziamenti. I 6 mesi di cassa integrazione sono stati uno strumento temporaneo per affrontare la fase di riorganizzazione, non una rinuncia alle persone che costituiscono il patrimonio dell’azienda e infatti nessuna delle nostre risorse ha fatto cassa al 100 per cento per tutti e 6 i mesi”.

Si apre quindi un nuovo capitolo, valorizzando le caratteristiche dell’azienda. “Questa sede rappresenta la nostra volontà di guardare avanti. – continua Pietro Capula – Dopo l’incendio non ci siamo mai fermati e abbiamo continuato a investire in ciò che costruisce il futuro dell’azienda: le persone, la ricerca e lo sviluppo. Per noi innovare significa trasformare le competenze in soluzioni concrete, capaci di rispondere a esigenze di protezione sempre più complesse. È con questo spirito che sviluppiamo nuovi brevetti e prodotti, integrando anche l’intelligenza artificiale nelle nostre tecnologie più recenti. La nuova sede di Issogne ci ha permesso di riprendere le attività in uno spazio già in ottime condizioni, senza dover affrontare i tempi necessari per una ricostruzione. Abbiamo mantenuto sostanzialmente la stessa organizzazione degli ambienti della sede precedente, riuscendo però a ridefinire alcune aree e a renderle più funzionali alle esigenze attuali dell’azienda. Per noi era importante non limitarci a trovare un nuovo capannone, ma creare le condizioni per riprendere il lavoro quotidiano, la produzione e lo sviluppo tecnologico. Il trasferimento è stato preceduto da una fase di riorganizzazione temporanea e ha richiesto un ulteriore sforzo da parte di tutto il personale”.

Dal punto di vista aziendale, GPS Standard conta oltre 50 anni di storia, opera sui mercati internazionali e investe circa il 15 per cento del fatturato in ricerca e sviluppo. Le vendite sono distribuite per circa il 65–70 per cento in Italia e il restante all’estero.

La scelta, dopo lo shock iniziale, è stata di mantenere le proprie radici in Valle d’Aosta. “Per noi è stata una decisione quasi naturale. – precisano il fondatore Pietro e il figlio Marco Capula, ora CEO dell’azienda – Trasferirci fuori regione avrebbe comportato ulteriori difficoltà per i nostri collaboratori e le loro famiglie, oltre a significare allontanarci dal contesto in cui abbiamo sviluppato la nostra storia. Ricostruire la vecchia sede avrebbe però richiesto tempi molto più lunghi. Quando si è presentata l’opportunità di trasferirci in un immobile già pronto a Issogne, abbiamo quindi scelto di coglierla. In poco più di un anno e mezzo siamo riusciti a ripartire in una nuova sede, mantenendo la nostra identità e la volontà di continuare a investire in Valle d’Aosta”.

Dalla fatica della ripresa sono nate nuove idee e nuove strategie. “Questa situazione ci ha costretti a rivedere le priorità – spiega Marco Capula – a semplificare alcuni processi e a trovare soluzioni che in condizioni normali avremmo forse affrontato con meno urgenza. Ma non vorrei dare l’impressione che l’incendio sia stato, in qualche modo, un’opportunità positiva: è stato un evento doloroso, con conseguenze economiche e operative importanti, alcune delle quali richiedono ancora tempo per essere risolte. La parte positiva è stata la capacità delle persone di reagire e di continuare a costruire, anche in condizioni difficili. In questi mesi non abbiamo soltanto lavorato per ripristinare ciò che avevamo perso: abbiamo continuato a investire in ricerca e sviluppo, depositato un nuovo brevetto, rinnovato la nostra immagine aziendale e il catalogo prodotti e portato avanti nuovi progetti tecnologici. Nel 2026 abbiamo inoltre presentato due nuove soluzioni: Forte, che utilizza la fibra ottica per rilevare i tentativi di intrusione, e WebMux Cloud, che consente una gestione più flessibile e connessa degli impianti. Sono esempi concreti del fatto che, mentre affrontavamo le difficoltà della ripartenza, il lavoro sull’innovazione non si è interrotto”.

 Elena Meynet