AOSTA (ces) Ambulatori gratuiti, accesso senza prenotazione e un nuovo modello organizzativo che integra medicina specialistica, servizi territoriali e consultori per intercettare precocemente i bisogni di salute dei giovani: da lunedì prossimo, 2 novembre, prenderà il via un progetto pilota innovativo dell’Usl della Valle d’Aosta dedicato ai ragazzi dai 14 ai 18 anni.
«La novità non riguarda soltanto l’attivazione di un servizio specificamente dedicato ai ragazzi – si legge in una nota – ma anche la sua organizzazione: un modello flessibile e integrato che mette in rete competenze specialistiche, assistenza territoriale e servizi consultoriali, con modalità di accesso semplificate e spazi pensati per favorire l’ascolto e la relazione di fiducia con i giovani».
«Il progetto – spiega l’Usl nasce per rispondere alla fase di transizione che, complicata dall’attuale momento di carenza di medici di medicina generale, rischia di lasciare ragazzi e famiglie senza un riferimento sanitario stabile proprio in un momento in cui possono emergere bisogni di salute specifici».
Il servizio sarà attivo nelle sedi territoriali di Hône e Saint-Christophe per un totale di 11 ore settimanali.
«Gli adolescenti sono rimasti fuori pure dalla programmazione ministeriale successiva al Covid ma non dai nostri radar. sottolinea il direttore sanitario dell’Usl Mauro Occhi – L’assistenza sanitaria del futuro non può prescindere dalle terre di mezzo, dalle aree disciplinari a metà tra una competenza e l’altra. Sono le “terre di mezzo” quelle di maggior rischio, dove temiamo di lasciare qualcuno indietro. E’ il caso dell’adolescenza, età contesa tra gli specialisti dell’infanzia e quelli dell’età adulta. Vogliamo fare della Valle d’Aosta un laboratorio avanzato a livello nazionale ».
«Questo progetto rappresenta un’importante innovazione nel modo di pensare e organizzare l’assistenza sanitaria sul nostro territorio. – aggiunge l’assessore regionale alla Sanità Carlo Marzi – Sperimentiamo un modello capace di adattarsi ai bisogni delle persone, in questo caso dei più giovani, ponendo loro a disposizione un luogo dedicato, anche a libero accesso, con la possibilità di un primo colloquio riservato. Ciò consente di avvicinare la prevenzione nella delicata fase dell’adolescenza, attraverso una modalità di ascolto e un’attenzione complessiva che oltre alla salute e al benessere ricomprenda anche gli aspetti psicologici, relazionali e sociali».


