AOSTA (mye) Sempre più licei, sempre più “anticipi”, sempre più indecisioni. Gli studenti valdostani vanno in cerca di una scuola su misura, che soddisfi le esigenze familiari, ma compiendo scelte che non sempre sono durature. La riflessione è stata condivisa – martedì scorso, 25 febbraio, nella saletta del Palazzo regionale – dall’assessore al Sistema educativo e Politiche per le relazioni intergenerazionali Jean-Pierre Guichardaz e dalla sovraintendente agli studi Marina Fey.
«Quest ’anno abbiamo deciso di allungare fino a venerdì 7 febbraio la scadenza per le iscrizioni online. – spiega l’assessore Guichardaz – Per ora nelle scelte della scuola superiore prevalgono i licei, con una percentuale che sale dal 48 al 49 per cento, un trend consolidato che però non sempre si traduce in una scelta definitiva. Diversi studenti, per decisioni personali o a causa di un orientamento non consapevole, nel corso degli anni si spostano verso istituti tecnici o professionali».
E tra i licei, il preferito è l’indirizzo delle scienze applicate del Liceo Regina Maria Adelaide di Aosta, con 111 iscritti, pari al 9,9 per cento del totale.
I dati
Le esigenze particolari si esprimono fin dalla scuola dell’infanzia dove, nonostante il calo demografico, le iscrizioni sono in aumento, con 31 iscritti in più rispetto all’anno precedente. Bisogna però evidenziare che, dei 758 alunni, 41 sono anticipatari, cioè non compiranno i 3 anni se non a gennaio (36 bambini) o tra febbraio e aprile (5 bambini).
«In questo modo veniamo incontro ai genitori – sottolinea Jean-Pierre Guichardaz – che non riescono a portarli in garderie».
Nella scuola primaria, le iscrizioni al primo anno scendono da 886 a 781, mentre nella secondaria di primo grado passano da 1050 a 1022.
La scelta della scuola superiore
Si è svolto da poco, da mercoledì 5 a sabato 8 febbraio, il salone «VdA Orienta», in cui non solo si sono presentate, per i ragazzi del quarto anno in vista del post diploma, le diverse opportunità di formazione, dalle università ai corsi ITS. Inoltre, alcuni appuntamenti specifici sono stati dedicati all’incontro fra i ragazzi delle medie con quelli delle superiori, per offrire uno strumento di scelta in più, oltre alle tradizionali porte aperte nelle scuole.
«Abbiamo molto investito sui temi dell’orientamento – continua l’assessore Guichardaz – per rendere le scelte più consapevoli e mirate, formando nelle scuole i tutor orientatori e con il salone dell’orientamento organizzato con il collega Luigi Bertschy». «Però – raccomanda Jean-Pierre Guichardaz – l’orientamento non si limiti ad una vetrina delle offerte formative, deve essere un percorso che aiuti i ragazzi a seguire le proprie attitudini. Riceviamo una rappresentazione della propria scuola particolarmente interessante, invece noi vogliamo raccontare la scuola per quello che è realmente, in modo che non si scelga in base all’attrattività della presentazione ma in modo consapevole». Infatti, dopo pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, oppure dopo qualche mese o anche qualche anno di frequenza, continuano ad esserci studenti che chiedono di cambiare indirizzo o addirittura istituzione.
«Questo comporta difficoltà di ricollocazione e organizzazione delle classi – dice Jean-Pierre Guichardaz – ma anche uno spreco di materiali, ad esempio per acquistare i libri necessari al nuovo indirizzo. La conseguenza maggiore è sui ragazzi, può sviluppare problemi di autostima, fino all’abbandono scolastico e ad un disagio profondo».
Ecco quindi il quadro della scuola superiore per il 2025-2026. Gli iscritti al primo anno della secondaria di secondo grado passano dai 1140 del 24-25 ai 1196 del 25-26. Nei licei ci sarà il 49,1 per cento degli studenti (48,2 nel 24-25), nei tecnici il 25,6 (27,2), nei professionali il 17 per cento (15,9), negli IeFP 8,4% (8,7).
«Per formare una classe – evidenzia la sovraintendente Marina Fey – nel resto d’Italia occorrono 27 studenti, mentre in Valle d’Aosta ne bastano 20, e 12 nei corsi IeFP. Bisogna poi vedere cosa cambia tra l’organico di diritto, cioè i docenti necessari a coprire le classi alla luce di queste iscrizioni, e l’organico di fatto, cioè le classi che formeremo effettivamente dopo gli esami di giugno del primo ciclo. Per esempio, l’anno scorso a febbraio avevamo 3 iscritti all’IeFP elettrico, ma abbiamo poi formato una classe da 20».

