Turismo

Les Crêtes, il premio Best Innovative Wine Hospitality alla cantina di Aymavilles

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AYMAVILLES (fci) Dopo i numerosi riconoscimenti ottenuti per l’architettura della sua cave, per Les Crêtes arriva un premio che valorizza un altro elemento centrale del suo percorso: l’ospitalità. La cantina di Aymavilles riceve il Best Innovative Wine Hospitality, riconoscimento dedicato alle eccellenze italiane che si sono «distinte per la capacità di creare proposte distintive e memorabili attorno al mondo del vino, contribuendo a definire nuovi standard per l’ospitalità enologica italiana».

Un traguardo particolarmente significativo per Les Crêtes. Se i premi dedicati all’architettura hanno valorizzato la visione e gli spazi della cantina, questo riconoscimento guarda al lavoro sviluppato negli anni con i visitatori, attraverso la condivisione di conoscenze, professionalità e filosofia aziendale.

«Ricevere un premio dedicato all’ospitalità in cantina, dopo i numerosi riconoscimenti ottenuti per l’architettura, ci riempie di orgoglio e per noi significa molto. È il riconoscimento di un percorso nel quale abbiamo investito negli anni energie, tempo e risorse, con la convinzione che aprire le porte della cantina fosse il modo più diretto per raccontare la nostra filosofia, il territorio e il lavoro che sta dietro ogni bottiglia», commenta Giulio Corti.

Fin dagli inizi, Les Crêtes ha infatti considerato la visita in cantina come un momento di incontro e conoscenza. Entrare negli spazi produttivi, vedere i vigneti, confrontarsi con chi ogni giorno lavora alla produzione del vino permette di comprendere più da vicino il legame tra le bottiglie e il luogo in cui nascono.

Una scelta che oggi risponde a un interesse sempre più evidente: le persone cercano qualcosa da vivere, non semplicemente prodotti da acquistare o degustazioni da consumare. Vogliono conoscere luoghi e storie, confrontarsi con chi li vive e portare con sé un ricordo. «Per Les Crêtes, questo significa offrire un modo personale di scoprire la famiglia, il vino e la Valle d’Aosta».

Sempre più appassionati desiderano infatti andare oltre la semplice degustazione: conoscere come nasce un vino, entrare in cantina, immergersi nei vigneti, vedere da vicino il lavoro e scoprire etichette ancora poco conosciute. Il vino diventa così il punto di partenza per conoscere persone, paesaggio, cultura e produzione.

A questo si aggiunge la volontà di raccontare la Valle d’Aosta attraverso le sue eccellenze. I vini incontrano i prodotti del territorio – dai salumi ai formaggi, fino alle trote – creando percorsi nei quali enologia e gastronomia si intrecciano e restituiscono una lettura più completa dell’identità valdostana.

Un ruolo importante è affidato anche alla destagionalizzazione. In una regione fortemente associata al turismo invernale e, in parte, a quello estivo, Les Crêtes punta a valorizzare il territorio durante tutto l’anno, proponendo occasioni di visita nelle diverse stagioni e contribuendo a raccontare una Valle d’Aosta che cambia con il susseguirsi dei mesi.

«Vogliamo che chi entra in cantina porti con sé qualcosa in più della conoscenza di un vino: la comprensione del lavoro, delle persone e del territorio. E soprattutto, il desiderio di tornare a vivere Les Crêtes» conclude Giulio Corti.

Il Best Innovative Wine Hospitality rappresenta quindi per Les Crêtes «il riconoscimento di un percorso costruito nel tempo, nel quale la produzione vitivinicola si accompagna alla volontà di condividere conoscenze, valorizzare le eccellenze locali e creare un rapporto diretto con chi visita la cantina».