Turismo

CERVINIA: GIOVEDÌ SCORSO, 15 OTTOBRE, L’INAUGURAZIONE DELLA NUOVA CAPANNA CARREL

«Un orgoglio tutto valdostano: imprese e maestranze con la voglia di fare bene a casa propria»

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VALTOURNENCHE (fci) È stata inaugurata giovedì scorso, 15 ottobre, a 3.830 metri di quota, la nuova Capanna Carrel, lungo la Cresta del Leone, sulla via normale italiana di salita al Cervino. La struttura, destinata a diventare un importante punto di appoggio per gli alpinisti diretti alla vetta, è stata realizzata circa 50 metri più in basso rispetto al precedente rifugio, in una posizione individuata per ridurre il rischio di caduta massi, sulla base di approfondimenti geologici e geotecnici condotti anche con il supporto dell’Università di Vienna. La cerimonia di inaugurazione si è svolta direttamente in quota, mentre il progetto è stato successivamente illustrato alla Casa dello Sport di Breuil-Cervinia. La nuova capanna si sviluppa su 4 livelli e dispone di 25 posti letto per guide e clienti, oltre a 4 posti destinati al ricovero di soccorso. Costruita prevalentemente in legno, con elementi strutturali in X-Lam, è dotata di un impianto fotovoltaico con batterie di accumulo, sistemi di ventilazione, protezione contro i fulmini e apparecchiature per garantire il funzionamento della radio di soccorso. Particolare attenzione è stata riservata alla sicurezza e alla sostenibilità della struttura, ancorata alla roccia attraverso un sistema di micropali in cemento con anima in acciaio. I lavori, iniziati nel luglio 2023, sono stati eseguiti dalle imprese Besenval Costruzioni e Chenevier, sotto il coordinamento dell’ingegnere Michel Grosjacques. La gestione della nuova Capanna Carrel sarà affidata alla Società Guide del Cervino.

La riapertura della Capanna Carrel è «una sfida importante, a livello umano e strutturale, che abbiamo vinto», spiega la sindaca di Valtournenche, Elisa Cicco. Si è arrivati a conclusione di un percorso iniziato nel 2017 con la candidatura al programma Interreg Italia-Svizzera, approvata nel 2020. «Dal 2023 il Cervino ci ha messo alla prova con i suoi cambiamenti naturali e abbiamo dovuto rivedere l’intero progetto. Abbiamo corso per non perdere i finanziamenti e rispettare i tempi», ha aggiunto la Sindaca. L’assessore regionale alle Politiche per la montagna, Leonardo Lotto, ha sottolineato «la perseveranza e l’ostinatezza» con cui è stato portato avanti il progetto, nonostante le difficoltà finanziarie, ingegneristiche e ambientali. Per il presidente della Regione, Renzo Testolin, «È un orgoglio tutto valdostano, con imprese, maestranze e professionalità che rappresentano la voglia di fare bene a casa propria». Particolarmente sentito il ricordo delle generazioni di guide alpine nell’intervento di Laurent Nicoletta, presidente della Società Guide del Cervino. Ripercorrendo la storia dei rifugi, dalla prima struttura del 1890 agli ampliamenti successivi, ha rivolto un ringraziamento alle guide che hanno preceduto quelle attuali e contribuito alla costruzione delle vecchie capanne. «Se oggi il Cervino ha una capanna – ha detto Laurent Nicoletta – è grazie ai nostri avi. Siamo fieri di essere i custodi di questa nuova struttura e ci impegniamo a gestirla nel migliore dei modi». Il Presidente delle guide ha infine ricordato il valore collettivo dell’opera: «La capanna è della comunità, è di tutti gli abitanti della Valtournenche e della Valle d’Aosta. È di tutti, perché la montagna è di tutti». L’importanza di questa nuova struttura è anche testimoniata dalle parole di Tarcisio Navillod, storica guida alpina di 77 anni, che ha ricordato la sua prima volta nella Capanna Carrel, nel 1971. «Nel 1979, – ha spiegato – quando frequentavo il corso per aspiranti guide alpine, sono salito sul Cervino 23 volte in un solo anno. Il Cervino è una montagna speciale. È l’unica montagna sulla cui vetta ho visto persone piangere di gioia. Oggi, vedendo la nuova Capanna Carrel, posso dire che è un paradiso nel paradiso. È talmente bella che c’è quasi il rischio che i clienti, una volta entrati, non vogliano più uscire per andare in vetta».

E in occasione dell’inaugurazione ufficiale della nuova Capanna Carrel, l’artista «enfant du pays» Gabriele Maquignaz ha donato la «Picozza della Libertà dei Popoli di Montagna» alle guide del Cervino, affidando loro «un’opera che custodisce un importante frammento della storia recente delle comunità alpine». Il 17 dicembre 2020 Gabriele Maquignaz scese a Roma per dare voce alle popolazioni di montagna, colpite dalle restrizioni imposte dalla pandemia. Davanti a Montecitorio, Gabriele Maquignaz diede vita a una performance artistica: conficcò la sua «Picozza della Libertà dei Popoli di Montagna» in un Cervino stilizzato.